DIABETE A RUOTA LIBERA 2026
5° edizione – Giro del Friuli Venezia Giulia
11 – 12 – 13 settembre 2026
Il C.R.A.D., Coordinamento Regionale Associazioni Diabetici, ha ideato un importante evento di sensibilizzazione denominato DIABETE A RUOTA LIBERA.
In questa quinta edizione si vuole sensibilizzare la popolazione sulla correlazione tra obesità e diabete tipo 2.
Parlare di obesità oggi, nel 2026, significa affrontare una sfida che in Friuli Venezia Giulia ha un volto molto specifico. Non siamo di fronte a un’emergenza esplosiva come in altre zone d’Italia, ma a un logoramento silenzioso della nostra salute. I dati del Barometer Obesity Report 2025 ci dicono che, sebbene i nostri numeri (11,3% di obesità) siano leggermente migliori della media nazionale (46%), stiamo perdendo terreno proprio dove eravamo più forti: nello stile di vita.
Il vero campanello d’allarme non è solo il dato degli adulti, ma il “sorpasso” che stanno subendo i nostri giovani. In una regione che ha sempre fatto del movimento e del buon cibo un marchio di fabbrica, oggi ci scontriamo con una realtà fatta di troppa sedentarietà e di un progressivo abbandono della qualità alimentare.
L’Italia, con oltre 23 milioni di persone in eccesso di peso, corre veloce verso una crisi metabolica, e il Friuli Venezia Giulia si trova a un bivio: rassegnarsi a seguire il trend nazionale o sfruttare la propria rete sanitaria e territoriale per invertire la marcia partendo dalla prevenzione quotidiana.
Il 2025 ha segnato una svolta fondamentale grazie alle nuove indicazioni della International Diabetes Federation (IDF).
Il concetto è semplice: non dobbiamo più aspettare che i valori della glicemia a digiuno siano sballati per capire che qualcosa non va.
Oggi sappiamo che il vero test di “tenuta” del nostro organismo è la glicemia alla prima ora dopo un carico di zuccheri o un pasto abbondante. Se in quel momento il valore supera i 155 mg/dL, significa che il metabolismo è già in affanno. Identificare questo segnale oggi è fondamentale: ci permette di vedere il rischio con due anni di anticipo rispetto ai vecchi criteri, offrendoci una finestra d’oro per intervenire prima che il pre-diabete si trasformi in una patologia cronica.
Se la diagnosi ci dà l’allarme, la tavola resta il nostro primo strumento di cura. In Friuli Venezia Giulia, la sfida è riscoprire la vera Dieta Mediterranea in chiave moderna. Non serve una restrizione calorica punitiva, ma una strategia basata sull’ordine e sulla qualità. Il potere delle fibre: Iniziare il pasto con la verdura non è solo un’abitudine corretta, è una manovra biochimica. Le fibre creano un “filtro” nello stomaco che rallenta l’assorbimento degli zuccheri, mantenendo la glicemia sotto quella soglia critica dei 155 mg/dL. Il ruolo dei micro-momenti: il benessere si costruisce anche nei dettagli, come la qualità del sonno e la gestione dello stress, fattori che influenzano direttamente gli ormoni della fame e
l’accumulo di grasso addominale.
L’elemento che però chiude il cerchio e garantisce il successo a lungo termine è l’attività fisica. Nel Friuli Venezia Giulia abbiamo la fortuna di avere un territorio che invita al movimento, ed è qui che dobbiamo investire le nostre energie. L’esercizio fisico non è un’attività opzionale per perdere qualche chilo; è un segnale potente che inviamo ai nostri muscoli affinché diventino capaci di gestire correttamente gli zuccheri. La forza della regolarità: non servono sforzi estremi. Camminare a passo svelto per 30 minuti al giorno o raggiungere i 10.000 passi per ridurre del 60% il rischio di diventare persone con diabete di tipo 2. Uno scudo naturale: muoversi regolarmente abbassa l’infiammazione del corpo e riduce drasticamente il rischio di infarto, ictus e complicanze legate al diabete.
Il messaggio che DIABETE A RUOTA LIBERA vuole portare è chiaro: la tecnologia e la medicina ci offrono strumenti preziosi, ma la base di tutto resta la nostra capacità di scegliere ogni giorno il movimento e la consapevolezza alimentare. È questa l’unica strategia sostenibile per proteggere la salute dei cittadini ai giorni nostri.
In questo scenario, dove la prevenzione e il movimento sono i veri protagonisti, si inserisce un’iniziativa simbolo per il nostro territorio: DIABETE A RUOTA LIBERA. Non si tratta di una semplice corsa, ma di una pedalata di sensibilizzazione che incarna perfettamente l’idea di salute inclusiva e a 360°.
L’evento, che attraverserà l’intera regione e il Veneto in tre giorni, toccando tredici città, è strutturato per non lasciare indietro nessuno. Mentre i ciclisti amatoriali si metteranno alla prova su tappe dai 60 ai 100 km, chiunque potrà unirsi per brevi tratti, magari utilizzando una e-bike. È proprio questa la forza del progetto: abbattere le barriere del livello di allenamento o delle disabilità fisiche, mettendo al centro il divertimento e la condivisione di un’esperienza comune.
L’iniziativa si configura come una straordinaria vetrina itinerante per accendere i riflettori sui temi della prevenzione. L’obiettivo centrale è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di adottare stili di vita sani e una corretta alimentazione come armi principali per contrastare l’obesità e gestire patologie croniche come il diabete. Attraverso il coinvolgimento diretto, si vuole far comprendere come la pratica costante e sicura dell’attività fisica non sia solo una terapia per il corpo, ma un pilastro fondamentale per migliorare la qualità della vita a ogni età.
L’edizione di quest’anno punta a un impatto sociale ancora più profondo, coinvolgendo attori chiave della nostra comunità:
Scuole e Famiglie: portare il tema del diabete tra i banchi è oggi un’urgenza sanitaria. I dati nazionali indicano che in Italia circa il 26,7% dei bambini e adolescenti è in eccesso di peso. In Friuli Venezia Giulia circa un bambino su quattro presenta problemi di sovrappeso o obesità. Questa condizione sta portando a un fenomeno un tempo rarissimo: la comparsa del diabete di tipo 2 anche in età pediatrica, una patologia strettamente legata all’insulino-resistenza causata dall’eccesso di grasso viscerale e dalla sedentarietà. Coinvolgere le scuole significa non solo favorire l’integrazione dei piccoli pazienti dopo la diagnosi, ma educare l’intero nucleo familiare (inclusi nonni e zii) a riconoscere questi rischi precocemente. L’obiettivo è far capire che uno stile di vita sano in famiglia è la prima e più potente medicina per proteggere il futuro dei più piccoli.
Medici di Medicina Generale (MMG): Fondamentale il loro ruolo in prima linea nella gestione del diabete di tipo 2, specialmente con l’evoluzione delle terapie farmacologiche legate alla “Nota 100”.
Istituzioni e Sicurezza: Il coinvolgimento di Polizia di Stato, Alpini, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e altre forze dell’ordine mira ad aumentare la consapevolezza della patologia anche all’interno di questi corpi.
Oltre i confini: Poiché il diabete non ha frontiere, il C.R.A.D. sta stringendo alleanze con istituzioni delle regioni confinanti, portando il messaggio di salute fuori dai confini regionali.
DIABETE A RUOTA LIBERA è anche un evento culturale che valorizza le peculiarità e le tradizioni culinarie del nostro territorio. Durante le tappe, grazie alla rete diabetologica regionale e alla Croce Rossa, medici e infermieri saranno a disposizione per offrire consigli, misurare la pressione e la glicemia, spiegando come prevenire le complicanze e contrastare l’obesità infantile.
Per chi non ama le due ruote, il progetto include anche le escursioni a piedi di circa 6 km, in collaborazione con “Federsanità ANCI – 10.000 passi di salute“. Una guida storico-naturalistica accompagnerà i camminatori, dimostrando che ogni passo fatto insieme è un passo verso una salute più solida.
In definitiva, DIABETE A RUOTA LIBERA vuole ricordarci che la lotta all’obesità e al diabete di tipo 2 non si vince solo negli ambulatori, ma nelle strade, nelle scuole e nelle piazze.
Unendo la forza dello sport, la consapevolezza dei dati epidemiologici e la solidarietà della comunità, il Friuli Venezia Giulia si conferma un laboratorio d’eccellenza per uno stile di vita che non cura solo la malattia, ma promuove il benessere totale della persona.
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